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F1 Manager, consigli su piloti, auto e strategia

F1 Manager è stato rilasciato ufficialmente da circa tre settimane in Italia.  Abbiamo avuto modo di giocarci e capirne meglio le dinamiche, tanto da potervi dare qualche consiglio.
Al momento non esiste una guida degli sviluppatori, la Hutch Games, quindi l’unico modo per comprendere al meglio il gioco è con l’esperienza.

Ecco alcuni consigli e spiegazioni che possiamo darvi, tenendo conto che sono frutto della nostra esperienza:

Piloti

I piloti sono probabilmente uno degli aspetti fondamentali del gioco, dalle statistiche è (più o meno) comprensibile quale possa rendere meglio.
La statistica più importante è la costanza, infatti permette di avere posizioni migliori in qualifica, di fare tempi migliori in gara, ma soprattutto rende il pilota affidabile con prestazioni costanti.
La gestione delle gomme è un altro aspetto da non sottovalutare, un pilota abile a gestire le gomme permette di variare più facilmente le strategie e, sopratutto in alcuni circuiti, fare la differenza.
La gestione del carburante è un aspetto subordinato alla gestione delle gomme, per questo motivo non lo consideriamo importante tanto quanto il precedente.
Le altre statistiche (sorpasso, difesa e pioggia) sono da mettere in secondo piano, rispetto le precedenti ci sono sembrate meno importanti in quanto non abbiamo notato un grande impatto durante le gare.

Provare e riprovare i piloti è il miglior modo per capire quale sia il migliore del vostro team, ma ci siamo resi conto che quelli con una costanza bassa hanno prestazioni altalenanti e spesso negative.

Auto

I componenti della vettura permettono di gestire le 4+1 statistiche dell’auto.
La statistica più importante è probabilmente la potenza, essa infatti va ad incidere su accelerazione e velocità massima.
Aerodinamica e aderenza vanno quasi di pari passo, la prima rende l’auto più efficace nelle curve veloci, la seconda nelle curve lente.  Possiamo dire che l’aerodinamica è più utile poiché dalla prima alla sesta serie ci sono molte piste con poche curve lente, mentre l’aderenza è più utile nella serie sette dove ci sono soltanto circuiti cittadini.
Tuttavia è difficile concentrarsi su una sola statistica a causa della distribuzione dei punti, quindi l’opzione migliore sarebbe utilizzare i componenti che danno un maggior beneficio generale.
In secondo piano troviamo l’affidabilità che diminuisce la possibilità di avere un’avaria durante la gara, cio’ potrebbe compromettere la gara facendo perdere parecchi secondi durante la percorrenza e al pit stop.  Tuttavia anche un valore relativamente basso (rispetto gli altri) permette di stare tranquilli e avere problemi raramente.
Il tempo del pit stop è l’aspetto meno importante, meglio concentrarsi sui precedenti.

Strategia di gara

Una buona strategia permette di ottimizzare i risultati e, magari, aiuta a battere avversari più forti.
In condizioni normali (no temperatura oltre 30°, no pioggia) abbiamo due strategie da utilizzare con sole gomme soft:

Due pit stop con entrambi i piloti:

  1. Alla partenza mettete entrambi i piloti su spinta massima;
  2. Subito dopo la prima curva lasciate la spinta massima al pilota più avanti (1), diminuendo la spinta di quello dietro (2);
  3. Lasciate il pilota 1 in spinta massima e fategli completare due giri, al termine del secondo fatelo rientrare per il cambio gomme;
  4. Al termine del terzo giro fate rientrare il pilota 2;
  5. Al termine del quinto giro fate rientrare il pilota 1;
  6. Al termine del sesto giro fate rientrare il pilota 2 e mettetelo su spinta massima fino al termine della gara.

La seconda strategia potrebbe risultare più efficace ma richiede che uno dei due piloti abbia una buona gestione gomme, tanto da riuscire a fare metà gara con spinta media/alta con le stesse gomme.  Quindi, appunto, facendo effettuare un solo pit stop a metà gara a questo pilota e adottando la strategia dei due pit stop con l’altro, indifferente che faccia 2-3-3 o 3-3-2.

Per le gare da 7 giri abbiamo trovato più efficace la strategia con due pit stop: pilota 1 = 2-2-3, pilota 2 = 3-2-2.

Ricordate che gestire la spinta è importantissimo, cercate di sfruttare completamente le gomme avvicinandovi il più possibile (senza raggiungere) lo 0% di usura, così come il carburante.  Ovviamente potrebbe essere necessario variare le spinte rispetto la strategia che vi abbiamo proposto, questo dipenderà molto dalle statistiche dei vostri piloti.

Quando la temperatura va oltre i 30°

è meglio utilizzare le gomme hard con la strategia delle due soste.  Questo perché con una temperatura eccessiva le gomme soft si usurano troppo velocemente e non sarete in grado di gestire i pit stop.  In questo caso le stime che vengono fatte durante la scelta delle gomme nel pre gara sono anche troppo ottimiste.

Gestire la strategia con la pioggia

è meno complicato di quanto sembri.  Essendoci una sola gomma adatta al bagnato, questo aspetto è abbastanza semplificato. Purtroppo non c’è una strategia da poter consigliare in questi casi, ma degli accorgimenti a cui prestare attenzione:

  • Sotto il 20-30% di bagnato sono efficaci anche le gomme soft, gestite il cambio gomme tenendone conto;
  • Dare sempre un occhio alle previsioni durante la gara per prepararsi fare il pit-stop;
  • Prima di montare le wet fate due calcoli, spesso conviene fare un giro in più per sfruttare le gomme da asciutto;
  • Non far entrare entrambi i piloti insieme per cambiare le gomme, in questo caso è meglio aumentare la spinta di uno dei due e fargli fare un giro in più;
  • Quando si passa da bagnato ad asciutto, per capire quanto rapidamente si asciugherà il tracciato guardate l’icona delle previsioni.  Se c’è solo la nuvola significa che si asciugherà lentamente, con il sole ci impiegherà molto meno.

La Safety Car

quando entra in pista impiega un giro soltanto prima di rientrare.  A seconda della situazione potrebbe essere fondamentale cambiare le gomme durante questo lasso di tempo, questo è da valutare a seconda della situazione in cui si ci trova.  Difficilmente il gruppo si ricompatta a parte le prime 5-6 posizioni.
Anche qui bisogna essere bravi a gestire la spinta, il consumo delle gomme è abbastanza simile (se non uguale) ad una normale situazione di gara.

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Marco Milioti

Palermo 1996. Studio Economia aziendale, ogni tanto. Appassionato di motori e tecnologia.

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