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Netflix vuole mettere fine alle condivisioni degli account

Alla più importante fiera tecnologica tenutasi a Las Vegas, Ces 2019, è stata presentata una piattaforma, Synamedia, che sfrutta il machine learning per individuare tutti gli account che sono condivisi da più persone.

E’ quindi la fine del concetto di condivisione delle piattaforme di streaming? Molte persone infatti condividono la propria password per accedere a servizi come Netflix o Spotify. Esiste addirittura una startup romana, chiamata Together Price, che mette in connessione gruppi di amici, familiari, coinquilini o colleghi di lavoro per dividere la cifra di abbonamenti premium come Netflix, Spotify, Office365.

Come funziona Synamedia

Synamedia raccoglie tutti i dati degli utenti che fanno parte delle piattaforma che ha richiesto i suoi servizi, dopo di che verranno raccolti tutti i dati degli abbonati a questa piattaforma, verranno analizzati gli orari a cui ci si connette, da quale dispositivo ci si connette, qual è il tempo medio per ogni sessione e così via. Terminata questa raccolta di dati essi vengono analizzati per trovare dei possibili pattern, cioè delle abitudini, degli schemi che l’utente segue. Le diverse abitudini, i diversi orari di connessione questi sono tutti campanelli che faranno sapere a Synamedia e di conseguenza a Netflix un possibile caso di multi-account, sarà Netflix a dover decidere cosa fare con questa informazione, se chiudere l’account o mantenerlo aperto.

Opinioni su Synamedia

Netflix deve gran parte del suo successo al passaparola, in Italia infatti è arrivato nel 2015, in America esiste dal 2008.
In entrambi i paesi ha avuto enorme successo grazie alla condivisione dell’account, infatti è risaputo come gli studenti dei vari campus dividano il prezzo dell’abbonamento.
Ma che male c’è nel far questo? L’abbonamento Premium di Netflix permette di usare l’account su quattro dispositivi contemporaneamente, ma chi è che vede i propri film e le proprie serie TV su più dispositivi contemporaneamente? Facendo 2+2 si può pensare che sia Netflix stesso ad invogliarci a trovare altre persone per vedere i nostri contenuti preferiti.

Il discorso è diverso per piattaforme come Spotify che con il suo “Spotify for Family” permette a sei account di ascoltare la propria musica con tutti i vantaggi premium, l’unica limitazione la troviamo nell’obbligo di dimora presso lo stesso domicilio di tutti quelli che vengono invitati all’interno della “famiglia“. Qui troviamo una maggiore utilità nell’uso dei servizi che Synamedia offre.

Secondo noi la condivisione deve essere alla base di tutti questi servizi, altrimenti si andrebbe incontro alla perdita di numerosi utenti, che non sarebbero in grado di sostenere da soli la spesa mensile per un abbonamento premium.

E voi che pensate di questo possibile cambiamento in arrivo? Fatecelo sapere nei commenti.

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Valerio Gambino

Nato a Palermo nel 1996. Studio presso l'Università di Palermo "Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni" Il web è lo strumento con cui comunico le mie passioni: il mondo Tech, il calcio e la Formula1. Mi interessano molto anche i Social Media, come comunicare con essi e come farsi notare in questo mare di pixel, ADS e frammenti di codice.

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