News

Facebook paga per le sue violazioni

Nel 2006 Mark Zuckerberg attivò la funzionalità “News Feed“, quella che consente di ricevere notifiche relative all’attività dei nostri amici. All’epoca il social era usato esclusivamente da studenti che non hanno gradito tantissimo l’idea che Facebook condividesse automaticamente i loro post con gli amici. Zuckerberg, però, dopo aver atteso alcuni giorni spiegò il funzionamento di questa features, tranquillizzando i suoi utenti. Adesso il News Feed è l’idea del 21esimo secolo!

Zuckerberg ha portato portato avanti l’idea secondo cui le persone vogliono (inconsciamente) sempre meno privacy. E l’unico modo per farglielo capire è spingerli ad una continua condivisione circa la propria attività. Ed è proprio questo il mantra con cui Facebook è andato avanti negli ultimi 13 anni.

Ogni volta che Zuckerberg andava oltre i limiti imposti dal garante della privacy, subiva un richiamo formale ma allo stesso tempo continuava a lanciare nuove idee clamorose.
Da questo punto di vista, il fondatore del social, ha avuto una grande destrezza nel tirare la corda fino ad un attimo prima di spezzarla per poi ripetere la procedura.

Almeno fino ad adesso. Nel resoconto dell’ultimo trimestre, Facebook prevede di pagare una multa che oscilla tra i $3 miliardi e i $5 miliardi di dollari alla Federal Trade Commission (FTC) per violazioni della Privacy. Infatti nel 2011 era stato siglato un accordo con l’agenzia atta a proteggere la privacy degli utenti. Gli investitori si aspettavano una multa molto più salata, infatti hanno tirato un sospiro di sollievo dopo aver saputo l’esito della sentenza.

Conseguenze

La multa non danneggerà Facebook ma è abbastanza pesante da lasciare il segno. La perdita di $3 miliardi corrisponde a circa la metà dei guadagni del primo trimeste. Questa multa ridurrà la liquidità dell’azienda dal 7% all’11%.

Se la multa ha avuto un certo peso dal punto di vista economico, molto più grande è stato l’impatto circa il valore significativo. Dopo i vari scandali che hanno visto coinvolto il social per la fuga di notizie, come ad esempio il Cambrige Analitycs o l’attacco subito lo scorso autunno che ha esposto 50 milioni di utenti a potenziali rischi per la propria privacy, la compagnia non ha mai ricevuto una punizione esemplare.

Questo atto della FTC  è tra le più grandi azioni intraprese contro una società tecnologica, in un amministrazione repubblicana, quella di Trump, notoriamente favorevole alle imprese. L’Unione Europea ha multato più volte Google per le sue violazioni della privacy. Al contrario, gli Stati Uniti sono da sempre più clementi verso le trasgressione delle società tecnologiche.

La più grande ammenda della FTC risale al 2012, Google era l’oggetto della multa, che ammontava ad un totale di $22,5 miliardi, accusato di travisare le impostazioni sulla privacy di Safari.

Questo articolo ti è stato d’aiuto? Se cosi fosse, continua a seguirci sui nostri canali FacebookInstagramTwitter Telegram per restare aggiornato su tutte le novità del mondo tech.

Tags
Mostra Altro

Sergio Comella

Studente di Ingegneria Informatica, da sempre ho nutrito amore e passione per il mondo tecnologico e del web. Ho un cane nero di nome Cloe e conosco tantissimi proverbi.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Ad Blocker Rilevato

Se ti piace il nostro sito, supportaci disabilitando il tuo ad blocker